Testi


 

FANTASTICO (top)

Fantastico,
come quel giorno che per caso sono arrivato qui,
mi hai salutato sorridendomi così;
non ricordo fosse sabato o se era un venerdì.

Fantastico,
se preferisci favoloso io te lo concedo sai,
col tuo visino tu puoi chieder quel che vuoi,
se desideri la luna salgo su così l’avrai.

Fantastico,
su come il mondo possa viver più beatamente,
se solo l’individuo si rendesse conto che anche lui è la gente,
che il sole possa illuminare anche un triste e bieco lunedì,
che tutti quanti fossimo felici, almeno un po’ più di così.

Fantastico,
io dovevo esser gentile ma mi hai offerto tu il caffè,
quello dell’alba delle sei e trentatre,
nel fracasso di ubriaconi che divorano un big mac.

La pace a chi non piace
eppure sembra un sogno un poco demodé
“imagine” di John Lennon,
primo articolo di un mondo che non c’è.

Fantastico,
ancora no non mi capacito del come e del perché,
come una piuma hai fatto un passo verso me,
lo sai non me n’intendo forse era uno chassè.


 

La (top)

Questa melodia gira attorno alla nota di LA,
puoi verificare con un diapason che parlo di un LA, sì LA;
ma tu non m’ascolti, in effetti sto parlando di là;
vieni per favore che ti dico quelle cose…llà, sì là.

Non ti rendi conto, canto ancora io per te,
perché tu non sei una, ma sei “LA”.

Non sei una principessa, ma sei LA principessa.
Non sei una tra le tante, ma sei LA più importante.
Non sei una luce spenta, ma sei LA…mpeggiante.
Non sei una solfa solfa… ma sei LA.
SOL FA SOL FA, ma sei LA.

Io ti giro intorno come giro intorno a questo LA,
per catturar la tua attenzione al mio cuore come un altolà, sì là.
È facile se vuoi, un po’ di impegno e poi tu puoi cantar-la;
se non sai le parole puoi intonare pure lallallà, sì là.

Mi sento fortunato canticchiando insieme a te
Perché tu non sei una, ma sei “LA”.

Non sei una meraviglia, ma sei LA meraviglia.
Non sei una niente male ma sei LA più speciale.
Non sei una punizione, ma sei L’Assoluzione.
Non sei una solfa solfa… ma sei LA.
SOL FA SOL FA, ma sei LA.
Non sei una principessa, ma sei LA principessa.
Non sei una tra le tante, ma sei LA più importante.
Non sei una luce spenta, ma sei LA…mpeggiante.
Non sei una solfa solfa… ma sei LA.
Solfa SOL FA solfa SOL FA … ma sei LA.


 

Un paio di giorni (top)

Sono un paio di giorni, che non mi trastullo sai
voglio non sprecar risorse, conservare tutte le energie
per qualcosa di più proficuo, tipo…
non lo so, ma quel qualcosa di sicuro mi ripagherà.

Perché da come siamo educati l’equazione in fondo è questa qua:
che più sforzi e più dolori poi più grande è la felicità!
Ma da buon italiano mediocre un po’ snobbo questa mentalità
e confido io nel fatto che dall’alto prima o poi arriverà:

la botta di culo, la botta di culo.
Un magnate che mi adotterà,
un magnete che mi attirerà.
La botta di culo, la botta di culo,
primo premio della lotteria,
una stella che mi porta via… da qui.

Sono un paio di giorni, sembran mesi, anni, lustri, ormai,
tanto che mi sento audace, la fortuna sì mi aiuterà!
Mi ritrovo con chi è convinto che più spera e più meriterà
e chi affida al padre terno, ambo le ambizioni e le ambiguità.

Perché i sogni miei nel cassetto li vorrei tanto realizzar
ma ci riesci tu, per caso? Io nel cassetto non riesco a entrar.
E contorto e con ragione mi contorco ma non ce la fo
e con le ossa rotte in mano non mi resta che star qui ad aspettar:

la botta di culo, la botta di culo.
Un pagliaio con un ago che
c’ha una cruna grande come un cammel.
La botta di culo, la botta di culo
un parcheggio sotto casa mia
e in prigione non passando dal via…. per te.
La botta di culo, la botta di culo
Un cilindro, una bacchetta e poi
Una coniglietta, però di play boy… per me!


 

Gluck (top)

Questa è la storia di un compositore,
che casualmente nacque in Germania.
Gente tranquilla, ma scappò di casa
e col fagotto… ne fece di strada.

Clavicembali, organi, violoncelli e violini
con talento e passione giovinetto studiò;
si mise all’opera e compositore
tra le corti d’Europa si fece notar.

E nei teatri importanti mieteva successi;
Wagner e Mozart c’avevan suoi dischi
e tra Vienna e Milano, Londra e Paris
nel 700 la sua fama fiorì.

E mi domando se avesse pensato
che a lui anche strade avrebbero dedicato;
ma una di queste la sciagura sua fu
proprio in una sua strada, Celentano, scese quaggiù.

Sto Parlando di Gluck gluglu Gluck!
Chistoph Willibald Gluck gluglu Gluck!
Una vita di sforzi,
per la gente è soltanto quello della via Gluck.
Che dura da mandar giù, gluglu Gluck.
Le tue armoniose virtù, gluglu Gluck,
sono spazzate via da due miseri accordi
che Celentano cantò.

Non me ne voglia il buon molleggiato,
la canzone è un esempio, ancora non assimilato!
Ma il povero Cristoph si fece un gran mazzo:
ad Adriano la gloria, e a lui un emerito…
e su nell’alto dei cieli chissà se è contento
di vedersi accostato a chi respira il cemento,
a catrame a palazzi e a quella città
nella cui nota strada, Celentano, scese quaggiù.

Sto Parlando di Gluck gluglu Gluck!
Chistoph Willibald Gluck gluglu Gluck!
Una vita di sforzi,
per la gente è soltanto quello della via Gluck.
Che dura da mandar giù, gluglu Gluck.
Le tue armoniose virtù, gluglu Gluck,
sono spazzate via da due miseri accordi
che Celentano cantò.


 

Ministra (top)

Son triste, nel sapere che sei triste
Nel pensare a te col broncio io mi sento un po’ malconcio
Sei bella,assai più bella della norma
ma ti assorbe la riforma, intanto il tempo se ne va

E quando il sole scende giù, proprio tu,
sola tu, torni con l’auto bluuuu

Ministra, ti preparo la minestra
E la vasca bella calda, ti aspetta,
ricolma, di mille bolle bluuuuu
Ministra io t’aspetto con l’orchestra
per cantar come un juke box, le canzoni
d’amor che ti piacciono di più

Son triste, ma il problema non sussiste
Finché tu sei qui vicina e ti tratto da regina
Due passi, e se poi io t’abbracciassi
Tu vedrai che in un momento, scorderai l’emendamento

Perché sentirai il mio cuor, con vigor,
con ardor che ritmando batterà

Ministra, facciamo un giro sulla giostra
Ci fermiamo in un bistrot, per un po’
per un te, una tazza di caffè…
Ministra il tempo è un centometrista
Sei appena arrivata qua, ma tu già
devi andar, il paese a governar…

Son triste, sto cadendo in depressione
ti ha convocato la riunione alle sei e trentatre
Presidente, te lo do io un bel consiglio
Sposta di un poco il tuo risveglio, la notte è fatta per amar…


 

Franto (top)

Franto
Sono affranto, disilluso da un incanto
di un modello antisociale che ti porta a stare male,
da cui non se ne esce più.

Sono affranto, quella donna che è un incanto
ha deciso che non vanto requisiti eccezionali,
ora non mi parla più.

Ho guardato sull’atlante ma non c’è
un paese che si chiami come te
in tutto il mondo cerco Franto ma non c’è
e ho deciso allora che la inventerò.

Prendo un campo, sul confine traccio un solco
e ci metto un bel cartello “benvenuti questa è Franto”
gemellata con Baghdad.

Ho guardato sull’atlante ma non c’è
un paese che si chiami come te
in tutto il mondo cerco Franto ma non c’è
e ho deciso allora che la fonderò.

Ero a Franto, ora sto un pochino meglio
se qualcosa mi deprime, io la infilo nel baule
e la porto e lascio là.


 

Ieri (top)

Sì mi poteva stare anche bene ieri,
hai occupato i miei pensieri per tutto quanto il dì.
Nella domenica in panciolle,
con l’andatura molle, poteva andarmi anche bene sì.
Mi rimbombava nella testa il tuo nome,
facendo colazione, spremuta ed un caffè;
ed incollato sui miei occhi il tuo sorriso,
ma mescolando il riso, ce la potevo far.

Ma porca vacca! Oggi no, la situazione
non va proprio benone, anzi, peggio di così!
Mi serve gran concentrazione,
per ogni mia azione, visto che oggi è propri lunedì!
Come tutti o quasi qui si torna a fare
le cose per campare, che piaccia oppure no.
E non può esser sempre festa, se ho te nella mia testa, per ogni istante… io come farò?

Sì mi poteva stare anche bene ieri,
anche se tu non c’eri, ma ti tenevo qui.
Perfino con il tempo griggio,
di un freddo pomeriggio, mi hai riscaldato certamente sì.
Pensavo a tutti quanti i nostri bei discorsi,
un po’ teneri e contorti, reali oppure no.
La tua bellezza mi ha incantato,
ma anche immobilizzato, ieri sì ce la potevo far.

Ma porca vacca! oggi no la situazione
è in gran complicazione, aiuto sai perché:
per l’amor di tutti i santi, vuoi toglierti davanti,
che vedo sempre e solamente te.
Al lavoro, in posta, in banca,
la mente non si stanca, fintanto che io non realizzerò:
che non può esser sempre festa, se ho te nella mia testa, per ogni istante… io come farò?
Qualcuno mi dia una lezione a trovar la soluzione,
sennò null’altro io combinerò.

Sì mi poteva andare anche bene ieri,
momenti assai leggeri, protagonista tu.
Come in un nastro accelerato,
correva quel passato, assai veloce e forse anche di più.
Signorina com’è bella quando balla,
spalla, testa, spalla, baby one, two, three…
confessionali e gran risate,
serate su serate, ripeto, però oggi è lunedì…

E porca vacca oggi no la situazione,
è da depravazione perché non riesco più
nemmeno a guardarmi intorno,
accidenti che frastorno, tu, tu, tu solamente tu!
E io che canto questa mia disperazione
ora passo all’azione, non ce la faccio più.
Non può esser sempre festa, se ho te nella mia testa
per ogni istante… io come farò?
Nessun mi ha dato la lezione nessuna soluzione,
e allora sai cosa combinerò…
adesso esco e prendo un fiore,
ti cerco anche per ore, così poi io te lo regalerò!
(ma… ma sono chiusi i fioristi di lunedì!)


 

L’amore viene quando meno te l’aspetti (top)

L’amore viene quando meno te lo aspetti,
ti colpirà con i suoi pregi e i suoi difetti
e quando se ne andrà.. un po’ ti mancherà.
L’amore in fondo è questa cosa qua.

Che di soppiatto rende tutto più fatato.
Quello che hai grigio ti diventa colorato.
Felici si sarà, ma un po’ disturberà
la paura che poi tutto finirà.

E quando disse il gallo chicchiricchichì
rispose la gallina coccoroccodè!

L’amore viene quando non è convocato,
che più lo cerchi più se ne sta defilato,
ma se lo troverai poi t’illuminerai,
una candela e tanti sguardi attirerai.

Ma a volte basta anche un sol colpo di vento
e all’improvviso tu non sei così contento,
la fiamma se ne va, del fumo salirà,
un po’ di puzza di bruciato resterà.

E quando disse il gallo chicchiricchichì,
rispose la gallina coccoroccodè!
E la paloma bianca vola cuccuruccuccù,
finché il piccione l’aspetta sul cornicione.

L’amore è come un elettrocardiogramma,
tra picchi alti e picchi bassi c’è una gamma,
che se si appiattirà… qualcosa che non va
il cuore così bene non starà.

E quando disse il gallo chicchiricchichì,
rispose la gallina coccoroccodè!
E la paloma bianca vola cuccuruccuccù,
finché il piccione l’aspetta sul cornicione.
E il coccococcodrillo co-come farà
a dire alla coccodrilla che l’amor vuol far!


 

Ma tilde (top)

È un segno diacritico
usato in un sistema ortografico.
evidenzia il valore nasale, palatale
della “n” sin dal tempo medievale.

Se vederlo sul tuo monitor vorrai
devi premere ALT 126
e quel simbolo ondulato apparirà
non si chiama serpentino
ma… tilde.


 

Toyota (top)

Apro gli occhi e ti sto pensando già,
da prima ho in mente te, equipe 83.
Guardo fuori sorseggiando il mio caffè
il tempo è bello e, mi torni in mente te…

Quando esco e vedo intorno il mondo
che girando in tondo,
frenetico, nel traffico,
pure lui parla di te.
Un sussulto ad ogni effigie,
una domanda prende quota:
quante son le Yaris grigie
che ha venduto la Toyota.

Al semaforo che verde mai non è
la speranza che sei te, ogni due per tre
si dissolve e mi ritrovo col bouquet
preso un istante fa, dall’amico del Panjab

Con i fiori in mano e intorno il mondo
che girando in tondo,
frenetico, nel traffico,
pure lui parla di te.
Un sussulto ad ogni effigie,
una domanda prende quota:
quante son le Yaris grigie
che ha venduto la Toyota.

Cosa posso farci se
in ogni atomo, in ogni attimo riesco a vedere te!
Non respiro ormai da un po’,
perché ti penso sì, ma anche per lo smog.

Sono qui che vedo intorno il mondo
che girando in tondo,
frenetico, nel traffico
pure lui parla di te!
Un sussulto ad ogni effigie,
la domanda è ormai nota:
quante son le Yaris grigie
che ha venduto la Toyota!
Quante son le Yaris grigie
che ha venduto la Toyota?
Quante cazzo di Yaris grigie
ha mai venduto la Toyota!


 

Papilla gustativa (top)

E mi sovvien una melodia che mi scalda il cuor,
che mi fa pensare a quanto bello è il nostro amor,
come una magia, che si librerà,
quando nel cielo queste note suoneran…

Me la canto da tre dì, ma ho la testa un po’ così
e quel titolo finì nella bocca mia e appassì,
Sì, sì, sì, sì…io ce l’ho qui…

Io ce l’ho qui, sulla punta della lingua
cosa lo contraddistingua non ricorderò cherie,
ma ce l’ho qui, sulla punta della lingua;
la memoria mia si estingua, ma mi lasci il titolo.

Il problema è dal rivenditore, mio caro amore,
io non ho idea di che disco domandar
e senza pudore io gli dirò
che sto cercando una canzon che fa così:

ninnni ninni ninninnì, me la canto da tre dì
son venuto fino qui, il titolo me lo sai dir
ti prego sì… che io ce l’ho qui…

Io ce l’ho qui, sulla punta della lingua
cosa lo contraddistingua non ricorderò cherie,
ma ce l’ho qui, sulla punta della lingua;
la memoria mia si estingua, ma mi lasci il titolo.

Sì che lo so, è un gioco da bambini!
È una canzon del disco di Leonardo Maria Frattini!
Alla sua aspettativa risponderò
che s’intitola “papilla gustativa”!

Ma che titolo che è? Mi domando io il perché!
La papilla? non mi vien…
ma se ci pensi sai dov’è?
sì proprio lì, io ce l’ho qui!

Io ce l’ho qui, sulla punta della lingua,
la papilla si distingua, non può essere che lì!
Io ce l’ho qui la papilla gustativa,
se a memoria ti sfuggiva, sai che si trova proprio lì
sì si trova sempre lì, tutti ce l’abbiamo lì,
sulla punta della liiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiingua!


 

Sineddoche (top)

Aldilà dell’Adelaide c’è la Dalila di là!
Anna ed Ada puoi girarle, Ada ed Anna resterà.
Benedetta detta Bene come dico trentatre…
Rosalinda o Rosamunda tutte vita son per me!

Edda è da tanto tempo, da decenni o da di più!
Giada già da quando Gianna sosteneva tesi blu.
Brava brava Mariarosa quante cose sai far tu…
Da Daniela, Delia e Dalia m’aspettavo un po’ di più

Ma voi donne sì, siete poi così convinte di
gettare all’aria… una sineddoche millenaria,
che è quella del pelo?

Ecco Sara con Serena che Serena non sarà,
ma se non sarà Serena lei si rasserenerà,
ma con Debora e Samanta invece Sara vi dirà:
siamo così spettinate perché l’acca non ci va

Per un pelo pure Piera perle e porci sperperò.
Scesi a patti con la Patti, ma non chiari anzichenò.
Per la Peppa poi esclamai, per la Perla invece mai!
Per incanto poi io canto domandandomi perché mai…

…voi donne sì, siate poi così convinte di
gettare all’aria… una sineddoche millenaria?
Che è quella del pelo, manca, pelo, manca…
Ma voi donne sì, siete poi così convinte di
gettare all’aria… una sineddoche millenaria?

Vado in bici dalla Bice a sentire che mi dice
lei mi dice Berenice è molto tempo che è infelice
Stella è caduta e sta un po’ male, Giuditta poi è Judy morale
Ma con Gaia e Fortunata la tristezza è allontanata.
Gliela chiesi pure a Nada che coerente disse Nada!
Abbi fede Federica, tu da sempre mano amica
o domanda ad Amanda che a dir certo non la manda.
Emy Ely Evy… bah! le lasciamo a Qui Quo Qua.


 

A presto (top)

A presto mio amor, davanti a me e mi manchi già,
se penso che tra un po’ sorriderai e me ne andrò!
Invece di voltarmi sai ancora qui un po’ resterei,
che adoro quando saluti chi non ti ricambierà, mai.
A presto però, perché la gente non sa,
che pescherebbe un jolly, se si fermasse te a guardar.
Intanto un’ora è andata già e quasi quasi resto qua,
magari quando stacchi ti porto via!

Ti porto fino a Portofino, fino a Fano, San Marino
Ti porto a Porto Sant’Elpidio, ti porto fino a Porto Pino.
Ti porto a Porto Recanati, ti reco a Recco e poi a Frascati.
Ti porto apporto in caloria, con una tappa in trattoria!

A presto però, che è troppo tempo che son qua
mi sento un po’ di impaccio e non so più cosa guardar
La porta è sempre là c’è scritto “spingere” e mi sa…
Invece mi sovviene che un’altra cosa devo dire
A presto mio amor, che solo tu sai cancellar
i tratti più infelici, graffianti graffiti che graffiano il cuor.
Sei come gomma per grafite, sei come tempo per ferite
e siccome non son pazzo, ti porto via.

Ti porto fino a Portofino, fino a Fano, San Marino
Ti porto a Porto Sant’Elpidio, ti porto fino a Porto Pino.
Ti porto a Porto Recanati, ti reco a Recco e poi a Frascati.
Ti porto apporto in caloria, con una tappa in trattoria!

Ti porto finché dura il pieno, poi via a cavallo tanto ho il fieno
Ti porto finché non ho niente sul saldo del conto corrente
E in Portogallo chicchirichì, a ber del porto di porto lì
perché se porto si chiamerà, Porto è il motivo… per cui siam qua
.
Ti porto finché dura il pieno, poi via a cavallo tanto ho il fieno
Ti porto finché non ho niente sul saldo del conto corrente
E in Portogallo chicchirichì, a ber del porto di porto lì
perché se porto si chiamerà, Porto è il motivo… per cui siam qua.
Porto è il motivo… per cui siam qua.
Porto è il motivo… per cui siam qua.


 

I love you Lucia (top)

Cose che io non farei per te
Hai espresso un desiderio… ecco il caffè
Lo dico con il cuore, come un ventricolo
Per te io salirei anche sul patibolo

Anche se non brillo disinescherei
Bombe inesplose dal quarantasei
E una foglia di lattuga mi darà
La forza di cantarti ancora

Lucia, I love you…
Lucia, I love you…
Lucia, I love you…
Lucia

Per i tuoi chiodi di garofano, lo sai
il martello di garofano inventerei
Se la lavatrice non ti molla mai
Con un pugno il tuo bucato stenderei

Qualcosa poi di vano potrei dire
Sperando tu ti sieda accanto a me
Ogni mezzo prenderei io per salire
Al tuo piano per cantarti ancora…

Lucia, I love you…
Lucia, I love you…
Lucia, I love you…
Lucia, I love you…
Lucia, I love you…
Lucia, I love you…
Lucia!


 

Renata (top)

Renata, sotto la tua balconata
io mi do una sistemata,
una piccola accordata.
Renata, la voce trema emozionata,
ma è allenata e preparata
ed un bel suono ne uscirà.

RIT:
Se Renata si affacciasse a quel balcone,
canterei questa canzone,
che tutti chiamano così…
se Renata, desse almeno un’ascoltata
lei cadrebbe innamorata, tra le braccia mie quaggiù

Renata, che giornata assai assolata,
la camicia è ormai sudata
e casa tua sembra blindata.
Renata, rinchiusa e poi climatizzata
con i doppi vetri mai,
la finestra tu aprirai.

RIT.

Renata, sta arrivando la nottata
l’ultima luce s’è placata
la chitarra è addormentata.
Renata, l’illusione se n’è andata,
una chimera che spiaggiata
l’ambizione mia si è…

A Renata, canterei la serenata,
ma la speranza si è arenata,
manco fossi in piazza Bra.

RIT.


 

Un giorno io ero il primo (top)

Mi capita spesso
In uno specchio di cercare me riflesso
di non vederlo e di trovare chi per esso
ora è in possesso di quella luce che credevo fosse mia
E quindi non posso
io non pensare a quando hai detto molla l’osso
sei ad un semaforo perennemente rosso
ma il paradosso è che in fondo te l’ho chiesto proprio io

Se un giorno io ero il primo per te
adesso sono privo di te
mi manca il tuo sorriso perché
migliore paradiso non c’è
Se un giorno io ero il primo per te
adesso non son neanche il caffè
mi manca il tuo pianeta perché
sembrava fosse fatto per me
ci gravitavo bene intorno a te

Ma il pensiero è fisso
se non ti avessi detto meglio se mi eclisso
magari non sarei finito in questo abisso
col tuo prefisso che insieme al numero non vedo lampeggiar
E allora ripasso
nella mia mente questa storia che è al collasso
ma mi disturba per cui me ne vado a spasso
che nel fracasso io mi stordisco e forse non ti penso più

Se un giorno io ero il primo per te
adesso sono privo di te
mi manca il tuo sorriso perché
migliore paradiso non c’è
Se un giorno io ero il primo per te
adesso non son neanche il caffè
mi manca il tuo pianeta perché
sembrava fosse fatto per me
ci gravitavo bene intorno a te

Se un giorno io ero il primo per te
adesso sono privo di te
mi manca il tuo sorriso perché
migliore paradiso non c’è
Se un giorno io ero il primo per te
adesso non son neanche il caffè
mi manca il tuo pianeta perché sembrava fosse fatto per me
ci gravitavo bene intorno a te


 

Buonanotte sai perché (top)

Buonanotte sai perché,
ne hai bisogno pure te,
nonostante tu sia cellula perfettamente che,
sembra dare il giusto senso alle stelle e all’universo,
accompagni con un gesto
mille pianeti in movimento.

Ma ci sono angoli bui, nella notte io per cui
canterò (che su di te vedere non vorrò)
e la mia voce un po’ si affanna
in note dolci come panna
di una ninna nanna… ninna oh.

Buonanotte sai perché, è un piacere anche per me
accarezzare quel tuo muso
con due sillabe o anche tre
o tre milioni, già lo sai, che non riesco a smetter mai
di cercar tra le parole la meraviglia che tu sei.

Ma ci sono strani mostri e per evitar disastri
canterò (che accanto a te vedere non vorrò)
e dal cielo come manna, una canzone che ti osanna
una ninna nanna… ninna oh.

Buonanotte sai perché, di bisogno un po’ ce n’è,
è vicina la mattina, un po’ si chiama come te
e quegli occhi aprirai, che di sole nutrirai
e a quel mondo che t’aspetta… luce che restituirai.

E non ci sono più i pensieri, quelli abbandonati ieri,
ti dirò, che canticchiando li ho allontanati un po’
e quando torni alla capanna
lì t’aspetta e non ti inganna
una ninna nanna… ninna oh.


 

Tania di Catania (top)

Questo è un musical, dura due minuti sol
E si svolge su di un’isola, baciata lei dal sol
E non a caso questo è un sol…
(verificate col diapason)

Arrivai in Sicilia attraverso un canale
Ed è minimamente indispensabile attraversare un canale per arrivare in Sicilia, lo… stretto
necessario!

Trovai subito una città dove si stava svolgendo una minuscola, piccola, tascabile…
celebrazione… Messina!

Incontro una donna piccola, di Enna… Ennana!
Era anche molto molto dolce, sì lo questa è una Cassata!
Poi le isole, quelle comiche,(ahah) le Stanlie Eolie…
Quel paese strano in cui fa caldo… eppure Gela.

E Avola? Che dire della loro socialità? Aggiungi un posto ad Avola!

Lungo il mio tragitto pensai di far scorta di cibo
Volevo tanto assaggiare quei sughi…
Quei sughi così salutari che trovi solo nel ragù… sano

E fu così che uno sguardo incrociai
Una bellezza così… vista mai
Mi informai sul suo nome, mi dissero Tania
Mi informai “lei da dove”… “ lei è di Catania”

Tania, di Catania, dica Tania
se le si chiedesse il nome
Tania, di Catania, dica di Catania
se le si chiedesse “da dove?”
Ma se uno le chiedesse
“lei chi è e da dove viene?”
Tania, di Catania,
dica Tania di Catania!

Tania di Catania, sono pazzo di lei
E lei non mi può dire di no… sono un calciatore
Sono in Sicilia perché sono stato acquistato dal Trapani.
Sono la punta… del Trapani, Trapani, tra l’altro, città che sta sulla punta della Sicilia…
Tania di Catania, appunto, prenda un appunto per un appuntamento con la punta della
squadra della punta…

Sono Tania, di Catania, me la tiro e creo zizzania;
un pallone assai gonfiato sai io son!
Io pallone e tu punta non si può;
non resisto dai abbracciamoci però…
psss


 

Legnaghesi (top)

Buonasera a tutti quanti, a voi grandi e a voi piccini.
Mi presento con piacere, son Leonardo e son Frattini.
A Legnago sono nato e vissuto già da un po’
e speriam di rimanerci per ancora un altro tot.

L’altro giorno ero di fretta, “corri Leo dai che è tardi”,
con un passo assai affrettato giungo in piazza Garibaldi,
centro e fulcro del paese sin dal tempo dei miei avi,
proprio lì, accidentalmente, mi cascarono le chiavi.

Mi stupii per una cosa e feci faccia da tricheco.
Al rumore delle chiavi seguì lunga lunga eco;
come fosse una caverna o uno stomaco in digiuno,
qui nel cuore del paese non c’è proprio più nessuno!

Mi domando “dov’è andata tutta questa gente qua?”
In città, università, dentro un centro commercial.
Fatto sta che se mi muovo, il vicino lì lo trovo
e l’asfalto di Legnago, resta liscio come un uovo.

Legnaghesi di qua, legnaghesi di là,
legnaghesi in piazza Bra, ma a Legnago chi ci sta?
Legnaghesi di su, legnaghesi di giù,
Legnaghesi a tu per tu, che a Legnago non stan più!

Che sia colpa della crisi o sia colpa della gente?
Alla fine qui per tutti non succede proprio niente.
Sia lavoro, sia sollazzo, siano altre attività
manca sempre una scintilla manca un’opportunità.

Mi ricordo tempi floridi, tempi da città!
Se volevi passeggiare tu dovevi sgomitar.
Però ad essere sincero, te lo dico in verità,
ricordo pure che la gente si doveva lamentar.

Forse è un indole padana, forse è scarsa volontà
Di sicuro siam campioni quando c’è da brontolar.
Siam cervelli, siamo artisti, siamo a bravi a lavorar,
siamo bravi dappertutto siamo bravi ma non qua.

Legnaghesi di qua, legnaghesi di là,
legnaghesi in piazza Bra, ma a Legnago chi ci sta?
Legnaghesi di su, legnaghesi di giù,
Legnaghesi a tu per tu, che a Legnago non stan più!

Nella testa ho un’idea forse appena un po’ malsana
fare crescere dell’erba sopra la transpolesana,
lì le buche già ci sono, ce ne sono un bel po’,
ne potremmo approfittare per giocarci tutti a golf!

Ci troveremmo all’improvviso senza una via di fuga,
torneremo lentamente come una tartaruga.
E costretti noi saremo, come ci fosser sempre i saldi,
ad affollare tutti insieme la nostra piazza Garibaldi!

Legnaghesi di qua, legnaghesi di là,
legnaghesi in piazza Bra, ma a Legnago chi ci sta?
Legnaghesi di su, legnaghesi di giù,
Legnaghesi a tu per tu, che a Legnago non stan più!


 

Ebbi dubbi (top)

M’hanno detto che il pianeta ha un problema d’energia
e se lo vogliam salvare, ci dobbiamo limitare.
Il petrolio arreca danni, non si sa quanto ce n’è,
quindi, attenti a consumare, che può essere letale.
La benzina ormai è alle stelle, ma con tutto questo smog
anche se alzo gli occhi al cielo… non ne vedo neanche un po’.

Giustamente allora ascolto chi ne sa di più di me,
che mi dice “fai attenzione spegnendo la televisione
che ti serve la lucina? Quella lì dello stand-by,
se tu staccherai la spina, il pianeta salverai.”
Ma ho trovato posti al mondo dove no, non è così,
e mi viene da pensare, forse noi sbagliamo qui!

Ebbi dubbi ad Abu Dhabi, a Dubai poi dubitai,
tu dibatti sui bitumi, ma non mordi perché abbai!
E dei dubbi di Abu Dhabi, a Dubai ridubitai…
ammirati gli Emirati, presi su poi me ne andai.

Cari amici diffidate di chi dice sempre no!
Ho trovato questo posto, in cui tutto qui si può!
Con 60 gradi all’ombra, dentro un mega-capannon
tu la neve puoi trovare, venir giù con lo snowboard.
Ed il cielo qui non prude col cemento che va in su
ma c’è chi gli occhi suoi chiude, e c’è chi non ne può più.

Ma tu pensa alla lucina, che io me ne torno là,
tra le palme e gli albergoni, che si sta come pascià,
condizionati macchinoni vanno in giro cabriolet,
la Jacuzzi turbo in oro, me la uso per i piè.
Nella vita qualche eccesso, credo spetti pure a me
lascia le preoccupazioni a chi verrà dopo di te.

Ebbi dubbi ad Abu Dhabi, a Dubai poi dubitai,
tu dibatti sui bitumi, io mi scascio sugli sdrai!
E dei dubbi di Abu Dhabi, a Dubai ridubitai…
ammirando gli Emirati, non vorrei tornare mai.

Ebbi dubbi ad Abu Dhabi… dubi dubi dubi dabi…
A Dubai poi dubitai…. dubididaidai dubididaidai…
Ebbi dubbi ad Abu Dhabi… dubididabididà dubididabididà
A Dubai poi dubitai…. dubididai dubididai dubididai dai dai…

Ebbi dubbi ad Abu Dhabi, a Dubai poi dubitai,
se l’Arabia è Saudita, qui i tuoi sogni esaudirai
E dei dubbi di Abu Dhabi, a Dubai ridubitai…
a-ammirare gli Emirati, vieni e non ti pentirai.


 

DONNE DI ALTRI SECOLI (top)

Sogno donne di altri secoli,donne di cent’anni fa,
quando il suono di un grammofono le faceva innamorar.
Sogno donne di altri secoli, senza internet e chat,
me le vedo in bianco e nero accennare anche un tip-tap.

Una lunga passeggiata lungo il fiume,
un abbraccio con accenno di caschè.
Un caffè a luci soffuse, qui al Bar-Lume,
ascoltando il primo Jazz…

Sogno donne di altri secoli, donne di cent’anni fa,
senza cerette scientifiche, le potevi accarezzar.
Sogno donne di altri secoli, sogno lettere d’amor
e anche se il cinema è muto, a parlare è il nostro cuor.

Quell’attesa per rubare un solo bacio,
così intenso, così carico d’ardor,
ma oggigiorno sono loro a fare “il macho”
così avvezze nell’hardcore.

Sogno donne di altri secoli, caro mio Babbo Natal,
che sorpresa averne una da potere corteggiar.
Sogno donne di altri secoli, forse hai capito mal,
mi intendevo nello spirito e non certo nell’età.


 

KATE MOSS (top)

Tu sfilando tra i millenni resterai come un’icona
coniugando con due cenni passerella e passerona
E con mille e più stravizi ti dovrebber castigare
tu il giornal monopolizzi che non serve più sfogliare.
Gossip cronaca e reclam ti si trova in ogni dove
sui palazzi e anche sul tram però il dubbio qui si smuove
Quale cosa misteriosa Quale mai L’ assurdo arcano
Fa che tu sia la famosa tutte Le altre …stan lontano.

Capisco la bravura di Kate Moss!
Nonostante il suo cognome la pregiudichi, però
Le sue foto sempre nitide e a fuoco
Nonostante sia Moss… Kate Moss

Anche se ti trovano con la droga a pacchi
Sì ti arrestano ma poi triplichi i contratti
E’ il mercato che è amorale
Se tu ti comporti male
Io ti pago perché compero il giornale

Però sei così brava Kate Moss
Coi contorni sempre netti e definiti
Tu rovesci il tuo destino
Perché impressa sul rullino
Non vieni mai Moss… Kate Moss

E’ il mercato che è amorale
Se tu ti comporti male
Io ti pago perché compero (il giornale)

E il sistema pure è tale
Ci confonde ed è venale
Ruota tutto attorno al tuo setto nasale

Eh già, sei proprio brava Kate Moss
fin da quando anche non c’era il photoshop
e chi crede tu sia un pacco
tu lo metti sotto scacco,
che bella moss… Kate Moss.


 

VOGLIO VIVERE CON TE (top)

Voglio vivere con te perché sei la mia passione
e ti canto la canzone: voglio vivere con te.
Voglio vivere con te,perché sei la più importante,
bollicina di spumante,voglio vivere con te.

Ti ho conosciuta ed ho pensato “quanto affetto”,
perché da mattina a sera, sei per noi la salumiera.
Io poi per te avrei rubato del pan fresco
e però mi hanno arrestato, in fragranza di reato.

E ora che faccio non lo so.
Pane e salame non si può.
E qui rinchiuso invocherò,
una fettina di jambon.
Ma del salame, il mio piacere,
forse qui è meglio tacere,
e finché io son lontano,
diventerò vegetariano.

Voglio vivere con te e con te girare il mondo,
passo passo a tutto tondo, voglio vivere con te.
Voglio vivere con te e il passare delle ore,
lo vivrei al rallentatore,voglio vivere con te.

Sei una passione dalla quale io sono affetto,
ma io chiuso in questa stanza, sto patendo la distanza.
Ma giunge voce che così non è per te.
Hai trovato un nuovo pppaane e ti trovi molto bbbaane.

E ora che faccio non lo so.
Pane e salame non si può.
E io tra poco uscirò,
però da te non tornerò.
Essendo tu l’unica e vera
nel paese salumiera,
anche se non son lontano,
resterò vegetariano.

Voglio vivere con te perché sei la mia passione
e ti canto la canzone: voglio vivere con te.

Voglio vivere con te, perché sei la più importante,
bollicina di spumante,ma che se stappi non fa bum,
bollicina di spumante, ma che se stappi non fa bum,
bollicina di spumante, ma che se stappi non fa bum.


 

DICLORODIFENILTRICLOROETANO (top)

Passo certe notti sognando il DDT,
insetticida storico, noto pure come FLIT.
Chi non tollerava donne di una certa età,
adottava questa formula per poterle accoppar.

Conflitti che in una stagione, calda per definizione,
sanno un poco di tortura e provare a resistere è dura….

Dura, quest’estate in cerca dite
irraggiungibile, inafferrabile, il dolor non si placa perché…
Dura, quest’estate, c’è freddo oramai,
il fastidio mi perseguita, più mi danno più tu scapperai.
Non mi sei mai stata cara,
ti volevo in una bara,
ma tu tornerai a Ferrara,
sta suonando per te la fanfara…

po popò po
Posso continuare a grattarmi così
è malconcia la mia pelle e il pensiero di te torna qui.
Sconfitto, io ti invitto, ma poi qui scatta il mio piano:
assaggia un poco di diclorodifeniltricloroetano.

Ma io lo sento il padiglione rimbombare a ogni stagione,
una zeta che rincorro, mi si appoggia la spada di Zorro.


 

LA POSSIBILITÀ (top)

Se potessi avere quello che mi va
forse non vorrei denari, con facilità.
Se potessi avere quello che mi va
non mi giocherei quel jolly… della felicità.

Lascio a voi il potere, quello di comandar,
certo che mi tenta un po’ l’aver donne in quantità.
Una bacchetta magica è la mia volontà
e un gesto fatto con i guanti, per regalare a tutti i quanti…
la possibilità.

Se potessi avere quello che mi va
non m’abbufferei ingordo di tutte le bontà
Se potessi avere quello che mi va
forse un poco mi spaventa, l’immortalità.

Fate un poco voi, ne avete facoltà
se avete qualche sogno, voi, lo potete conquistar
Con la bacchetta magica, fasciato dentro un frac
un gesto faccio con i guanti,e poi regalo a tutti i quanti…
la possibilità.

Che se vuoi e non puoi sono fatti tuoi
il boccone ingoi ahimè ahinoi

Che se puoi e non vuoi ci perdiamo noi
che vogliamo eroi non avvoltoi

Che se puoi e se vuoi ci pensiamo noi
che con la bacchetta sai…


 

NON È IL RITORNELLO (top)

Questo non è il ritornello perché
ritornello è solo se ritorna, mentre
queste note non ritorneranno mai più.


 

SINGOLO (top)

Perché in amore il rischio è quello di soffrire
se inizierà una storia che poi va a finire,
precipiti in abissi ripensando a quando eri in serie A,
di felicità!

Ma ora l’ho capito e forse son contento,
se lei si volta altrove quando passo accanto,
perché sono sicuro in questo caso che non mi potrà mollar,
non si soffrirà.

Singolo,
questo è il nuovo singolo,
su di me che, singolo,
mi astengo da ogni vincolo,
perché di nuovo singolo,
sto diventando il simbolo
di un’apatia congenita
per cui la donna mi evita
la mia pancia lievita
anche se sono in svendita
e chi mi cerca più
du di du di dù.

Un singolo, che in fondo, è la metà del doppio
da solo non è troppo, per cui niente stroppio,
può uscire con gli amici fino a tardi e mai nessuno gli dirà:
“Ma è ora di tornar?”

Certo che ogni tanto arriva quel momento,
che pensi a quella strana cosa, il sentimento
e perdi ore allo specchio a guardare una persona che
è sola come te

Singolo,
questo è il nuovo singolo,
su di me che, singolo,
mi astengo da ogni vincolo,
e chi ci pensa più, du di du di dù.


 

MANUALE (top)

Io penso di poterti ritrovar, in un manuale, di anatomia.
Il prototipo di femmina tu sei, esemplare al bacio, bacio che ti darei.
Martina, posso offrirti una tartina?
una sdraio, una piscina?
una rosa made in Cina?
una cicca o due bonbon?
Martina del mio cuor,
dai non pensarci ancor,
ti verso un po’ di vino “de chel bon”

Io penso di poterti ritrovar, in un manuale, di astronomia.
La stella che più brilla sai sei tu, prendo un razzo e arrivo, arrivo fin lassù.
Martina, dai su apri la cartina,
scegli tu la tua collina,
sia lontana sia vicina,
ma io lì ti porterò.
Martina mon amour,
dai non pensarci su,
son qui ti aspetto in macchina, brum brum!

Io penso di poterti ritrovar in un manuale, di filosofia.
Il senso all’esistenza sì tu sei.
Se non esistessi così ti penserei.

Martina, alla sera, alla mattina,
con la torcia a lampadina,
su dal tetto alla cantina,
sì io ti perlustrerei,
Martina on my mind,
io tremo come mai,
sei il bastoncino nero allo Shangai.

Martina, di bellezza sei regina
ma per te c’è una gran fila
sono almeno in centomila
tutti vogliono il tuo cuor.
Martina sono qua
rimango per sognar,
ma resta un manuale…
mi resta il manuale…
sì, resta manuale il mio amor!


 

BELLEZZA MONDIALE (top)

Mi giro verso te, rischio di farmi male
sei uno schianto eccezionale, di una bellezza mondiale.

Sei bell’euforica, sembri l’America,
con le lucine che lampeggian su di te.

E mi avvicino un po’, c’è del trambusto, sai, è il mio cuore
lo senti, ti volti a guardare, mi dai un’occhiata mondiale.

Sei bella topa, sembri l’Europa,
libri di storia, vorrei scrivere con te.
Sei bell’euforica, sembri l’America,
con le lucine che lampeggian su di te.

E come dentro un film, la scena va al rallentatore,
il mondo attorno che scompare, mi fai un sorriso mondiale.

Luce che ammalia, sembri l’Australia,
come un canguro, farei salti su di te.
Sei bella topa, sembri l’Europa,
libri di storia, vorrei scrivere con te.
Sei bell’euforica, sembri l’America,
con le lucine che lampeggian su di te.

Fai un passo verso me, smetto di salivare,
ne fai un altro e sento ormai il tuo profumo mondiale.

Per antonomasia, sei anche l’Asia.
Che è così vasto il desiderio che ho di te.
Luce che ammalia, sembri l’Australia,
come un canguro, farei salti su di te.
Sei bella topa, sembri l’Europa,
libri di storia, vorrei scrivere con te.
Sei bell’euforica, sembri l’America,
con le lucine che lampeggian su di te.

Mi passi accanto e tu quello dietro vai a baciare
sento il mondo mio crollare, col tuo strabismo mondiale.

Sì, tu sei strabica, sei come l’Africa
e i suoi deserti in cui tu hai lasciato me.
La storia è tragica, sei bella e strabica,
io mi illudevo, ma tu non guardavi me.
Sei bella e strabica, sei come l’Africa
e i suoi deserti in cui tu hai lasciato me.


 

PERSEVERERESTI (top)

Persevereresti tu in questa storia in cui non credi più
Persevererei io no in questa storia morta già da un po’
Per severe che sian le nostre opinioni
Persevereremo anco… persevereremo anco…
Persevereremo ancora un po’.


 

CHISSÀ CHISSÀ (top)

Io come posso pensare che sia salutare, passarsi accanto e non dirsi ciao
Sì e vero ho perso la rotta, ma tanto era rotta, e che me la tenevo a far?
Allora vago nel vuoto, ma il colmo è che il vuoto è colmo e vuoto non è più.
Cercando una direzione, trovo la direzione, purtroppo il direttore non c’è.

Mi chiedo se mai John Lennon una volta abbia detto “Miss Ono innamorato di te”?
Chissà chissà se Obama canticchiasse a Michelle “Son le mots qui vos tres bien…”
Mi chiedo se mai Marie chiese al suo Pierre Curie “ascendi il radio che scè il tigì”
Chissà chissà se Romeo…”Giulietta, su ‘sti balconi, me son roto anca i cojoni”

Sono dubbi d’amore a cui penso per ore, cantando Dubbi Dubbi di Du.
Chiedo un consiglio ad un dottore, gli presto attenzione, ma lui non me la restituirà.
Anzi mi chiede duecento cinquanta a seduta, anche se poi io resto in piedi.
Forse meglio che vada da un vecchio stregone almeno la fattura la fa.

Mi chiedo se mai Giuseppe ricordasse ad Anita che la gamba sua era ferita.
Chissà chissà se DanteEndecasillabò “Beatricehaimessipanninlavatrice”
Mi chiedo se mai Mago Silvan l’abbia segata in due… la sua dolce metà
Chissà chissà se Cocciante l’abbia tagliata a spicchi, la sua Margherita

Mi chiedo se mai la Zanicchi s’invaghì del ragionier che fece la dichiarazione Iva
Chissà chissà se Carlo un tempo le intonò please stay by me Diana
Mi chiedo se mai Cleopatra per Antonio cucinò, al forno, patata e faraona
Chissà chissà se Memo Remigi si sentisse meno strano innamorandosi a Parigi
Mi chiedo se mai John Lennon una volta abbia detto “Miss Ono innamorato di te”?
Chissà chissà se Obama canticchiasse a Michelle “Son le mots qui vos tres bien…”
Mi chiedo se mai Marie chiese al suo Pierre Curie “ascendi il radio che scè il tigì”
Chissà chissà se Romeo…”Giulietta, ti e i to balconi, m’avì roto anca i cojoni”.


 

PER LA DE FILIPPI (top)

Testa piena di bombardamenti
di messaggi futili superflui d’inutilità.
La mia testa ha voglia di scappare,
tuffarsi su un’amaca sensoriale un po’ per riposar…

e di accender quella scatola, che quadrata più non è,
si comanda da lontano, o forse lei comanda te
e la forza che è mediatica, come un virus colpirà
e ti affonda a colpi di pubblicità

e per la de Filippi hip hip urrà
e per la de Filippi hip hip urrà
e per la de Filippi hip hip urrà
e per la de Filip…pi… hip hip

Sto parlando di televisione
un mezzo che per tanti tra non molto scomparirà,
comunque specchio della situazione
…tra vizi Frizzi e lazzi della società

e il potere in contra l’etere e ci sguazza in sintonia
si diffonde e poi s’infonde come per telepatia
e storditi dal modello di una lustra società
ci si inchina come neanche la Carrà

e per la de Filippi hip hip urrà
e per la de Filippi hip hip urrà
e per la de Filippi hip hip urrà
e per la de Filip…pi… hip hip

Tra reality irreali e reali nazionali
ospiti sensazionali, ospitati ed ospitali
esprimeranno un ‘opinione, che è una nuova professione
scontri pilotati tra pensieri preconfezionati

Tanto tutti fanno i finti tonti
tinti e poi ritinti per emergere tra i tanti
tanto di comprendere non tenti, t’accontenti
tentennando sopra tanti tasti, tasteggiando, t’addormenti

Se te le cerchi, forse te le stai volendo
tele informazioni che ti stanno bombardando
come nei conflitti che distruggono i progressi
e i conflitti forse sono ancora quelli d’interessi

Digitizi e digitali, ai tg che tutti uguali
come fiumi, come piene, dicono che tutto è bene
è un pentolone, un minestrone, zeppo, tante cose buone
pezzettino, pezzettone, cotti dentro la televisione.

E poi pengo quella scatola, che quadrata più non ho
i sorrisi se ne sono andati via
sullo schermo un po’ di polvere, questa è la democrazia
nel frattempo al televoto dico stop!

e per la de Filippi hip hip urrà
e per la de Filippi hip hip urrà
e per la de Filippi hip hip urrà
e per la de Filip…pi… hip hip… ur…rà.


 

HO FATTO UN SOGNO (top)

Ho fatto un sogno
m’è apparso il maestro Muti
che dirigeva, dirigeva il traffico.

Ho fatto un sogno
il grande Rocco Siffredi
che scopava, riscopava le briciole

Ho fatto un sogno
un po’ bizzarro perchè
sembrava vero quel che vero non è

Ho fatto un sogno
e poi ne ho fatto un altro ancora
e si vede, che ne avevo… bi-sogno…

Ho fatto un sogno
il nipote di Sinatra
che imprecava verso Frank “zio cantante!”

Ho fatto un sogno
un po’ bizzarro perchè
sembrava vero quel che vero non è

E anche se il sogno era buffo però
mi sento triste ora ti spiegherò
Ogni sogno senza te,
quello è un incubo per me.

Ho fatto un sogno
Geronimo che a Oslo
ritirava il premio Nobel… per l’Apache…

Ho fatto un sogno
come Marthin Luther King
e in inglese io cantavo “I had a dream”

E anche se il sogno era buffo però
mi sento triste ora ti spiegherò
Ogni sogno senza te,
quello è un incubo per me.

E anche se Belrusconi cantava… in tribunale
se Pippo Baudo conduceva… il tram
se Pietro Mennea correva… dei rischi
se Sara Simeoni saltava… la fila
Anche se Wanna Marchi ingannava… il tempo
se Diego dalla Palma truccava… motorini
se Reinold Messner scalava … i capelli
se Louis Armstrong suonava… al citofono…

Ogni sogno senza te,
quello è un incubo per me.


 

PEPPEREPPE (top)

Vorrei scriver la canzone per te
che parli della tua importanza.
Solennemente memorabile,
sintesi della tua essenza.
Ma sembra che qualcuno però
di fatto l’abbia scritta già:
Unforgettable, Feelings, Only you
di meglio… non lo esprimo più!
Affranto appoggio la chitarra e
mi sfogo con un peppereppepè.

Peppe peppe peppe repeppè
peppereppepè peppere
Peppe peppe peppe repeppè
peppereppepè peppere
ha senso che mi sforzi se
qualcuno al mondo scritto già
Unforgettable, Feelings, Only you
più avanti … chi ci arriva più?
il mio cuore è piccolo così
si arrende e mette su un cd

Avrei voluto scrivere sì
l’amore melodicamente
sequenze di intervalli magici
per allietare la tua mente
esprimere quell’unicità
che tanto sai mi lega a te
ma Unforgettable, Feelings, Only you
racchiudono questo e molto più
con passo chino alla scimpanzè
ritorno al mio peppereppè

Peppe peppe peppe repeppè
peppereppepè peppere
Peppe peppe peppe repeppè
peppereppepè peppere
ha senso che mi sforzi se
qualcuno al mondo ha scritto già
Unforgettable, Feelings, Only you
le ascolto e ti meriti di più
con tanti giga e cuffie demodé
ti dono un lettore mp3.